venerdì 14 gennaio 2011

La Grande Maialata a Poggio San Marcello

PISTAAAAAAA!!!
Da oggi 14 Gennaio fino a Domenica 15, Poggio San Marcello si tinge di rosa, sì perchè saranno tre giorni dedicati all'animale più ambito, in ambito gastronomico-popolare, il Maiale. Verranno disposti vari stand in tutto il paesino ove sarà possibile assistere alle lavorazioni tipiche della pista, degustare e comprare diversi prodotti tipici locali. Chi può dire di no alle salsicce di fegato o ad una buona lonza?! Ci sarà spazio anche per un convegno con relatori dell'UNIVPM e della Coldiretti su "Storia e valorizzazione delle carni suine dell'entroterra marchigiano", per appagare anche la "curiositas" informativa...anche se a parer mio nulla sarà più attraente e invitante di quel che taverne e stand offriranno.
Il Programma:
Il Programma 2

lunedì 3 gennaio 2011

Genga...primizia del 2011

Se si vuole cominciare al meglio l'anno come membri attivi degli eventi tipici marchigiani...non si può certo mancare al presepe vivente di Genga. Oggi 02 Gennaio infatti era l'ultimo giorno disponibile per far visita al presepe vivente più conosciuto e visitato delle Marche. Orario di apertura 15.30...grazie al cielo eravamo lì alle 14.50, quest'oggi con me c'erano la mia Federica e la mamma Loredana. Non si può arrivare con l'auto fino all'inizio del presepio ma, si può optare per una passeggiata di 2.5 km circa oppure si fa ricorso alle affollate navette. La seconda opzione è stata scelta per l'andata mentre la prima per il ritorno. Il camminamento inizia con un banchetto dove moderne ancelle in costume offrono vin brulè per chi si vuole sentire più mistico e caldo! Il cammino inizia...si giunge davanti ai primi figuranti intenti a fare delle crescine, bruschette, pesce, polenta, filano la lana...anche un mulo ed un pony si apprestano alle carezze bei più giovani...dentro e fuori. Dopo questi primi personaggi si prosegue sullo stradello lastricato che porta al santuario edificato per Papa Leone XII. Lungo il sentiero vi sono alcuni "falegnami", la capanna del censimento e poi si prosegue verso la meta seguendo il ritmo delle canzoni natalizie che si diffondono su tutta l'aere da una sommità vicina (frutto del signore...colui che governa l'impianto hi-fi!). Una volta arrivati al Santuario, nella grotta dietro, numerosi altri figuranti si trovano sparpagliati su vari livelli tutti impegnati in varie attività...c'è chi fila, chi suona la zampogna, chi stira, chi dice messa, chi mostra agnellini...per poi giungere alla capanna di Giuseppe e Maria dove il bambinello giace nella mangiatoia (in quel momento dormiva beatamente!), riscaldato dal bue e dall'asino che come due guardiani vegliano su di lui. Bene il presepe qui finisce ora non resta che tornare indietro. Personalmente sono un amante più dei presepi artigianali, piuttosto che di questi viventi però c'è da dire che la buona volontà dei figuranti è suggestiva!
Ma la nostra uscita non si ferma qui, infatti la sera ci siamo fermati a cena nella vicina Genga, nella Locanda del Papa...ristorante che si trova nel centro di Genga la cui sala principale è stata ricavata direttamente nelle basi del vecchio edificio medievale. Un ristorante dove regnano i prodotti del luogo accompagnati da un'ampia selezione di birre, per chi le preferisce nel pasto. Abbiamo scelto un antipasto misto con salumi, tra cui anche un salame di fegato di maiale...amabile, crostini, pizza, crescia al rosmarino, ricotta, bietole...Un assaggio di primi con: tagliatelle al cinghiale, tagliatelle di farro alle verdure, ravioloni di pere e gorgonzola, penne alla norcina (i migliori I RAVIOLI DI PERE E GORGONZOLA). Per secondo una grigliata mista di maiale e agnello. Per finire crostata con ricotta e frutti di bosco, il tutto accompagnato da una buona Lacrima di Morro d'Alba e due cantate al karaoke. Un pomeriggio di inizio anno per niente male!

Buon anno!

venerdì 24 dicembre 2010

Buone Feste

Auguro a tutti voi che ci seguite un BUON NATALE da passare rigorosamente in famiglia.
Dopotutto il detto dice: "Natale con i tuoi...Pasqua con chi vuoi!"

Buone Feste!

venerdì 17 dicembre 2010

Una sera di questo freddo Dicembre

Crogiolarsi al caldo e nelle comodità: ecco a cosa penso questi giorni mentre attraverso la gelata ed innevata Ancona per presenziare e partecipare alle ultime lezioni del semestre...anche se una domanda sorge spontanea...chi me lo fa fare?! Non certo la passione per quel che si studia, Ragioneria non è così affascinante...piuttosto è la voglia di vivere la neve in tutte le sue bellezze e "inghippi". Perchè è bello camminare sulla soffice neve...ma è scivoloso camminare su quel che resta della neve, il ghiaccio, per quanto si fanno due risate quando ci si abbandona ai fluidi movimenti che il corpo fa per restare in equilibrio. Perchè crea danni enormi per gli spostamenti la neve, però le persone si ritrovano unite nelle lamentele e nella bellezza del paesaggio innevato. Comunque COMODITA' ecco qual'era la parola d'ordine dopo le avventure di oggi...e la prima comodità che mi sono concesso questa sera è stata una chiacchierata con i nonni, gran lusso, sì, potergli dedicare del tempo qua e là è una gran gioia; dopodiché giunto a casa per l'ora di cena e volendo rimediare al gramo pranzo consistente in una MELA ( neanche Biancaneve!!) ho messo da parte le scarpe e ho indossato la veste della COMODITA' la "parnanza", quella sì che è comoda! Poi ho preso il mio bel guanciale di Amatrice e, come ogni qualvolta in cui voglio trovare un po' di semplice bontà, ho preparato la mia amatriciana, solo per me...sì ogni tanto ci vuole un po' di sano egoismo! Il vino era a tavola...l'umido era già pronto...non ho fatto altro che mettermi a tavola e mangiare in famiglia. Ora mi aspetta solo un Punch, un plaid, un divano e l'albero di natale che si accende e spegne in piena saggezza...così passerò una sera di questo freddo Dicembre.

lunedì 13 dicembre 2010

Leopardi in cucina

Nasceva a Recanati, il 29 giugno del 1798, Giacomo Leopardi. Molti sanno di lui “vita, morte e miracoli”, ma pochi conoscono la sua passione per la cucina, curata ed approfondita nell’ultima parte della sua vita (forse la più felice?), che trascorse in compagnia dell’amico Antonio Ranieri a Napoli; città che lo stesso Leopardi definì abitata da un popolo “affricano”. Tuttavia Leopardi amava questa città, affollata e meta di molti viaggiatori del Grand Tour.


L’amicizia tra i due ,consolidatasi nel periodo in cui Leopardi visse a Firenze, fu suggellata da quando i due si trasferirono a Napoli nel 1833 dove vissero con la sorella di Ranieri, Paolina; frequenti sono le uscite dei tre a Villa Ferrigni ( nota come “Villa delle Ginestre”,dove poi si recheranno stabilmente a causa del colera che imperava a Napoli nel 1837) , insieme ad un altro personaggio fondamentale, Pasquale Ignarra, un cuoco rivoluzionario, esule politico dopo l’epopea della Repubblica Partenopea del 1799.

Leopardi e Ignarra rielaborano svariati piatti, nei quali il poeta manifesta competenze di antiche tradizioni culinarie(in primis marchigiane) ed elaborano una cucina ultraregionale, realizzando una sorta di unione gastronomica italiana (d’altronde “la tavola” è uno dei luoghi dove ci si sente più uniti e dove ogni malumore della vita quotidiana può trovare una stessa linea di fine di fronte ad una bella porzione di Vincisgrassi). E’ come se Leopardi ci lasciasse un testamento culinario, realizzando una lista autografata di quarantanove pietanze. Ecco qui alcune sue annotazioni:





“Si comincia con l’antipasto: la felliata di salumi, caciocavallo, Provolone e uova sode; qua e là riccioli di burro e croccanti fette del pane lungo insieme a due filetti rosati di acciughe di Cetara. Si continua con il Tortano ( questo, un impasto a base di acqua, farina e sugna, sale e pepe; ci si aggiungono generosamente dei pezzetti di salame, dei cubetti di caciocavallo e pecorino, in più del formaggio grattugiato. Si passa in forno)…Arrivano gli gnocchi di cappone al coulis di vitello. Qui la preparazione è stata complessa. Intanto si lavora su tre capponi: due sono stati messi in un forno lento; i succhi che se ne ricavano si mischiano al terzo che,completamente disossato, è tritato fine; qui con pane bagnato al latte e uova si fa un buon impasto; continuando con l’aggiunta di pezzetti di rosso d’uovo sodo, si finisce riducendolo a tocchetti: gli gnocchi. Mentre questi si riposano, si preparano il coulis di arrosto di vitello(un misto di sugo e trito delle carni). E’ nel brodo della minestra maritata che si ripasseranno gli gnocchi; da qui ricoperti del coulis e di una grattugiata di caciocavallo, si sono ritrovati a tavola…Si conclude con la Pastiera, dolce carico di simboli che dividendolo, si rivelano, in un profumo intenso di arancio e rose, alla visione lieta di quel cuore di chicchi di grano, i primi, della terra rinata con la bella primavera. Finissimi canditi… A tavola oltre alla caraffa d’acqua del Serino, appannata di purezza, ci accompagniamo con il Gragnano, leggermente frizzante; il Taurasi, generoso; terminiamo con la Malvasia, squisita.”





(Domenico Pasquariello “Degò” e Antonio Tubelli, Leopardi a tavola)



Sempre dal libro “Leopardi a Tavola” di Domenico Pasquariello “Degò” e Antonio Tubelli:



n.25, Bodin di ricotta:

Ingredienti:

600gr di ricotta di bufala

150gr di zucchero a velo

100gr di gocce di cioccolato

un bicchiere di rum

un bicchiere di maraschino

4 tuorli

10 gherigli di noce

150gr di canditi (cedro)

Procedimento:

In una ciotola setacciare la ricotta e lavorarla con lo zucchero a velo ed i tuorli d’uovo, aggiunti uno alla volta. Aggiungere i liquori con i canditi a pezzetti e i gherigli di noce. Disporre nelle ciotoline e lasciare per almeno 3 ore in frigo. Servire.










Silvano Pierini nell'elaborazione del "Bodin di ricotta"(fonte: http://www.vocedellavallesina.it/2009/26/voce%2026-2009.pdf pagina 11)

lunedì 22 novembre 2010

Candele a Candelara

Candelara è un paesello di origine medievale in provincia di Pesaro-Urbino dove, per quel che suggerisce il nome, sembra che sia tradizione arricchire il paese delle sue candele (anche lo stemma storico della cittadella raffigura delle candele). Così in occasione dei mercatini di Natale, che negli ultimi anni richiamano grandi folle di turisti dei dintorni e non solo, è stata organizzata questa festa che per diversi giorni ed alcuni anni raduna a sé chiunque voglia vivere dei momenti suggestivi e ad “inquinamento zero”; infatti dal 4 all’8 Dicembre in occasione della festa, il paese in tre momenti del pomeriggio(di 15 minuti ciascuno) resterà illuminato solo dalle candele, abbandonando il frenetico “corri-corri” della vita quotidiana e degli elettroni.

Info e programma

martedì 9 novembre 2010

Festa d'autunno - Fraz. Piticchio, Arcevia

E' ormai per me un must presenziare alla festa d'autunno a Piticchio che ogni anno movimenta la vita di questo piccolo borgo medievale, veramente delizioso, da cui si gode di una vista meravigliosa su tutti gli Appennini. La festa avrà inizio giovedì 11 Novembre e si prolungherà fino al 14 Novembre. In occasione della festa si possono trovare numerose cantine dove poter gustare prelibati piatti della tradizione locale. Una festa da vivere più che da descrivere...quindi partecipate!!
Una piccola promozione per l'emergente gruppo "The Pink and the others" che si esibirà domenica sera alle ore 21:30.

PROGRAMMA